Svizzera: scambio automatico di informazioni con esclusioni

svizzeraIl 23 novembre 2016 il Consiglio federale ha licenziato l’Ordinanza sullo Scambio Automatico di Informazioni (OSAIn), che dispone l’attuazione della Legge federale sullo Scambio Automatico di Informazioni (LSAI) del 18 dicembre 2015 e che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio.
Come noto, i cambiamenti normativi e le pressioni politiche internazionali degli ultimi anni hanno segnato una svolta nella storia del segreto bancario svizzero. La Confederazione, per tradizione restia a fornire qualsiasi forma di cooperazione amministrativa in ambito tributario, si è infatti adeguata allo standard internazionale in materia di trasparenza e scambio automatico di informazioni per scopi fiscali. Essa ha, ad esempio, aderito al Multilateral Competent Authority Agreement (MCAA), per l’applicazione dello standard globale in materia di scambio di informazioni (CRS, i.e. Common Reporting Standard). L’Ordinanza da poco approvata dall’Esecutivo federale elvetico definisce limiti, esclusioni e modalità in cui effettuare lo scambio automatico di informazioni. Questa forma di cooperazione entrerà a pieno regime dal 1° gennaio 2018  e vedrà la condivisione tra Stati dei dati e delle informazioni raccolte a partire dal 2017.
Secondo le raccomandazioni OCSE, gli istituti finanziari raccoglieranno le informazioni sui propri clienti, le forniranno alle proprie autorità fiscali, che a loro volta le trasmetteranno alle autorità fiscali competenti dello Stato partner.

Le informazioni oggetto di scambio automatico

Per ciascun cliente che si qualifica come “reportable person” e che sia il beneficiario economico del conto, l’istituto finanziario dovrà rilevare i seguenti dati:

  • Nome e cognome;
  • Indirizzo e Stato di residenza;
  • Numero di identificazione fiscale;
  • Luogo e data di nascita (se persona fisica).

In relazione a ciascun conto oggetto di scambio automatico di informazioni, occorrerà trasmettere i seguenti dati:

  • Numero del conto o altro identificativo equivalente;
  • Nome e numero identificativo dell’istituzione finanziaria depositaria;
  • Saldo o controvalore del conto al termine dell’anno o del periodo preso a riferimento.

Per ciascun conto di deposito (custodial account) si identificheranno anche:

  • L’ammontare totale lordo degli interessi, dividendi e di ogni altro reddito generato dagli attivi depositati sul conto;
  • I proventi derivanti dalla vendita o dal riscatto di essi, pagati o accreditati sul conto durante l’anno o il periodo preso a riferimento;
  • L’ammontare totale lordo dei corrispettivi derivanti dalla cessione o dal riscatto degli asset depositati sul conto.

 

Conti esclusi dallo scambio automatico di informazioni

L’Ordinanza puntualizza quali sono i conti esclusi dall’ambito di applicazione dello scambio automatico. Si ricomprendono, in particolare, i conti fiduciari (cc.dd. escrow account) detenuti da avvocati o notai autorizzati in Svizzera o dai loro studi organizzati in forma societaria, cioè conti fiduciari aperti in relazione a un provvedimento giudiziario o in relazione alla vendita, scambio e locazione di un bene mobile o immobile, e i conti per il versamento di capitale per operazioni societarie. Valgono comunque le regole FATCA americane che impediscono ad avvocati e notai di agire in qualità di intermediari finanziari, consentendo solo la gestione di conti in relazione ad attività garantita dal segreto professionale (svizzero).Inoltre, risultano esclusi anche i conti afferenti a taluni soggetti considerati “Non-Reporting Financial Institution” alla stregua delle norme già richiamate, nonché i conti di persone defunte, i conti c.d. “non rivendicati” fino ad un importo massimo di 1’000 CHF e, a certe condizioni, quelli in moneta elettronica.

Soggetti esclusi dall’obbligo di scambio

L’Ordinanza enumera gli istituti finanziari non tenuti alla rilevazione e alla condivisione dei dati, ricomprendendo quelle che teoricamente non presentano un rischio per l’integrazione della fattispecie della sottrazione di imposta. Tra queste si comprendono:
  • i fondi contrattuali di investimento;
  • Le società in accomandita per investimenti collettivi;
  • Le società quotate in borsa in Svizzera;
  • Le società di investimento a capitale variabile e a capitale fisso;
  • Gli enti operanti nel campo della gestione patrimoniale e della consulenza agli investimenti;
  • I soggetti che svolgono attività di depositari centrali autorizzati;
  • Associazioni senza scopo di lucro e fondazioni che perseguono scopi di pubblica utilità o ideali, purché siano state costituite e siano organizzate in Svizzera e non abbiano utili superiori a 20’000 CHF;
  • Le comunioni di comproprietari.

Prospettive future

Negli ultimi mesi la Svizzera non soltanto ha superato con un giudizio positivo le fasi di cui si compone il giudizio di revisione paritaria (cd. “Peer Review”) in seno al Global Forum, ma ha anche concluso un numero sempre più elevato di accordi internazionali che consentono lo scambio di informazioni ai fini fiscali.
L’inaspettato cambiamento che ha subito la tradizionale chiusura svizzera alla cooperazione fiscale internazionale non è, tuttavia, unico frutto delle recenti evoluzioni normative, ma proviene dalle stesse banche. Forse anticipando il legislatore e le procedure di approvazione delle nuove regole, gli istituti finanziari elvetici hanno elevato gli standard di due diligence dei clienti, al punto che l’apertura di un conto corrente in Svizzera è oggi divenuto quasi un “privilegio” riservato a pochi.
Se da una parte questo ha avviato un processo di “pulizia” della piazza finanziaria svizzera, facendo emigrare diversi assets che in precedenza nella Confederazione trovavano un caloroso benvenuto, le recenti procedure di voluntary disclosure di diversi Stati hanno dimostrato che la Svizzera continua a essere percepita quale meta sicura, perché possiede tuttora una valuta stabile, una pizza finanziaria sicura, un sistema economico efficiente e un complesso normativo semplice, chiaro e certo.